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Autunno: tempo di CASTAGNE.

Castagne arrostite. Immagine tratta dal web.

Carissimi amici e amiche di Ladiesmile, se c’è una cosa che mi fa subito pensare all’autunno è LA CASTAGNA. Alla parola autunno, la mia immaginazione mi proietta immediatamente di fronte ad un camino acceso con calice di vino rosso e castagne arrostite. Che meraviglia!
Scopriamo insieme cosa sono davvero le CASTAGNE.

UN FRUTTO SELVATICO.

La CASTAGNA è il FRUTTO di un albero selvatico, Castanea sativa, il CASTAGNO. Si tratta di una pianta monoica, ovvero che presenta sia fiori maschili che femminili sullo stesso albero. Tuttavia il Castagno non può riprodursi da solo, ma ha bisogno di un altro individuo. L’impollinazione avviene tramite il vento o gli insetti, soprattutto api.(famoso il miele di Castagno) La fioritura arriva in piena estate.

Impollinazione entomofila di fiori di Castagno. Immagine tratta dal web

I fiori maschili sono raggruppati in infiorescenze. I fiori femminili sono in numero molto inferiore rispetto a quelli maschili e nascono vicini, in gruppi da 2 a 7.

Amenti. Infiorescenze maschili di Castagno. Immagine tratta dal web.

Essendo un frutto, la castagna deriva dai fiori femminili i quali si racchiudono in una cupola che diventerà il riccio.

Fiori femminili di Castagno. Immagine tratta dal web.

La forma delle castagne dipende dalla posizione che queste assumono all’interno del riccio, quindi emisferica se sono laterali e schiacciata per quella centrale. Può capitare di trovare frutti vuoti, ovvero abortiti, i GUSCIONI. Da settembre a dicembre i ricci si schiudono e i frutti cadono spontaneamente dall’albero.

Riccio di Castagno con i tre frutti tipici. Immagine tratta dal web.

CASTAGNE e MARRONI sono la stessa cosa?

Castagne e marroni sono frutti della stessa specie, ma i MARRONI derivano dalle piante coltivate e non selvatiche. I concimi utilizzati fanno sì che il frutto diventi più grande, la castagna appare liscia e priva di setti all’interno perché la buccia esterna non penetra nella polpa, come accade per la castagna selvatica. Di conseguenza sono più facili da pelare e più lisce e intere da servire. Anche il sapore è più dolce, ma gli alberi producono meno frutti rispetto a quelli selvatici. Solitamente in un riccio si trova un solo frutto anziché tre.

Marrone. Immagine tratta dal web.

Cosa è la CASTAGNA MATTA?

Se vi è capitato di mangiare una castagna amara state pur certi che NON avete mangiato il frutto di un Castagno. In realtà non avete mangiato un frutto, ma il SEME di un altro albero, L’IPPOCASTANO o Aesculus Hippocastanum.

Semi di Ippocastano, simili alle castagne. Immagine tratta dal web.

Rispetto al Castagno, l’Ippocastano è molto più diffuso, a più latitudini e non è difficile trovarlo come pianta ornamentale anche di strade e comuni. L’albero dell’ippocastano è meno esigente del Castagno. Cresce molto in fretta e produce tantissimi frutti. In questo caso i frutti sono i ricci che all’interno contengono i semi, molto simili alle castagne. In cucina i semi dell’ippocastano non vengono utilizzati perché sono davvero sgradevoli, ma in passato venivano tritati e dati da mangiare ai cavalli per curare asma e raffreddore. Per questo motivo i semi dell’Ippocastano vengono anche chiamati CASTAGNE DI CAVALLO.

Se provate a infilare le mani nelle tasche dei pantaloni dei vostri nonni non sorprendetevi nel trovare un paio di castagne matte. Proprio per i benefici che ne traevano i cavalli, si è tramandata l’idea che tenendoli in tasca si scongiurassero eventuali raffreddori invernali. Le proprietà benefiche della castagna matta sono dovute alla presenza di escina, un antinfiammatorio molto utile anche per la pressione venosa e per il drenaggio, quindi ottime per la cellulite.

Proprietà delle CASTAGNE.

Le castagne sono ricche di fibre, vitamine, minerali, acido folico (utili per le donne in gravidanza).

Castagne appena raccolte. Immagine tratta dal web.

Riducono il colesterolo ed equilibrano la flora batterica. Sono un alimento molto calorico e saziante, indicato in caso di stanchezza o anemia. Contengono potassio per rafforzare i muscoli, magnesio per lo scheletro e il sistema nervoso, calcio per le ossa, cloro per i denti, sodio e fosforo.
La castagna è detta anche il cereale che cresce sull’albero perché da un punto di vista nutrizionale sostituisce completamente il grano o altri cereali. Per molti anni le castagne hanno soddisfatto il fabbisogno delle popolazioni del mediterraneo, motivo per il quale il Castagno è detto anche l’albero del pane.

Come consumarle o conservarle.

Le Castagne contengono amido, uno zucchero complesso. Quando vengono cotte, l’amido è trasformato in zuccheri semplici che conferiscono il caratteristico sapore dolce. Si possono consumare bollite o arrostite. Tuttavia la cottura tramite arrostimento le rende meno digeribili. Per conservarle è necessario tenerle prima a bagno per qualche giorno. Successivamente vanno asciugate bene e possono essere conservate per mesi. Se cotte alla brace vanno sbucciate e poi congelate.

Il castagnaccio, tipico dolce autunnale. Immagine tratta dal web.

Castagni famosi.

Il Castagno è un albero molto longevo. Raggiunge il massimo splendore intorno ai 50 anni, ma sopravvive oltre i mille anni.

Il Castagno dei Cento Cavalli in Sicilia. Immagine tratta dal web.

L’albero più famoso in Italia si trova in Sicilia, ai piedi dell’Etna ed è noto come Castagno dei Cento Cavalli. Si narra che la regina Giovanna D’Aragona, durante un temporale si fermò sotto i rami di questo albero, tanto grande da offrire riparo anche ai suoi 100 cavalli. Solo il tronco pare che misuri una circonferenza di oltre 20 metri.
Un altro Castagno imponente si trova in Abruzzo, nel Parco nazionale del Gran Sasso. Si stima abbia oltre 700 anni e una circonferenza di circa 14 metri. Per completare lo stivale, c’è un altro castagno monumentale in Val d’Aosta. Si trova nel comune di La Salle e conta circa 400 anni.

Dopo questo articolo sarà impossibile farvi “cogliere in castagna” sull’argomento. A proposito, questo modo di dire non ha nulla a che vedere con le castagne. Il detto deriva da “cogliere in marrone” e significa sorprendere qualcuno in errore, da marronis che in latino significa ERRORE.

Un caro saluto a tutti e alla prossima curiosità,
Carmen Pontassuglia 

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  • Nico
    Novembre 10, 2017 at 4:03 pm

    complimenti per l’articolo Pettirosso
    Ricordo da piccolo un braciere e li a guardare con amore le castagne mentre arrostivano, era un modo per riunire la famiglia . Un po’ come oggi, con un calice di vino, una buona compagnia e con lo stesso amore mai andato via
    N.B. Pettirosso il camino non ce l’ho, fa niente?

  • Pettirosso
    Novembre 11, 2017 at 5:34 pm

    Grazie sono felice di aver risvegliato un piacevole ricordo. Va benissimo anche senza camino