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Mare, Profumo di Mare…quali sono gli ingredienti?

di cosa è fatto il profumo del mare?

Cari amici e amiche di Ladiesmile,
tutti sappiamo riconoscere il profumo di mare, specialmente chi, come me, è nata e vive sul mare. Ma vi siete mai chiesti perché il mare ha quell’odore specifico? Nominato in molti testi di canzoni, da Little Tony a Eduardo De Crescenzo; presente in molte poesie e citazioni; complice degli innamorati, il profumo del mare è da sempre fonte di ispirazione. Qual è la sua ricetta?

Innanzitutto ogni mare ha il suo odore e lo stesso può cambiare nel tempo. Il profumo del mare è in realtà una miscela di più odori, dunque cambia a seconda della concentrazione dei singoli elementi. Ne sono stati estratti fondamentalmente tre.

1. DIMETIL SOLFURO o DMS, principale responsabile del profumo di mare.

A seconda della sua concentrazione, bassa o alta, lo definiamo rispettivamente “profumo di salsedine” o “puzza di decomposizione”. Entrambe le definizioni sono corrette. Infatti si tratta di un composto sulfureo prodotto dai batteri quando si nutrono di alghe o piante acquatiche (fitoplancton) in decomposizione e viene anche usato negli alimenti trasformati per dare un sapore salato. “Sapore di sale, sapore di mare” cantava Gino Paoli

Gli uccelli sono particolarmente sensibili all’odore di DMS in quanto è indice di fonte di cibo. La concentrazione di DMS è maggiore a riva, dove si arena il fitoplancton in decomposizione.

Sebbene definirlo “puzza di decomposizione” non ci faccia associare ad esso un’immagine positiva, il DMS è fondamentale per impedire i processi che provocano il riscaldamento terrestre. Questo composto aggrega le particelle di vapore acqueo presenti nell’atmosfera portando alla formazione di nubi. Le nubi schermano il Sole, diminuendo così il riscaldamento.

Ciclo dello Zolfo. Tratto da Science.

Quindi più decomposizione di fitoplancton corrisponde a una maggiore concentrazione di DMS, ovvero ad un odore più forte e acre. Seguono la formazione di nubi e una diminuzione del riscaldamento degli oceani. Al contrario, l’assenza prolungata di nuvole, portando al riscaldamento, induce una stabilità convettiva degli oceani, ovvero meno risalita di nutrienti, quindi anche di fitoplancton, quindi meno DMS, meno nuvole, ancora più riscaldamento.

2. FEROMONI SESSUALI O DICTIOPTERENI.

Ebbene sì, qualcosa dell’odore del mare ha a che fare con il sesso. In particolare con gli ormoni prodotti dalle femmine di alghe brune (le Feoficee) per attrarre i maschi. Questi feromoni furono chiamati Dictioptereni, dal greco “ali a rete”, per la forma della loro struttura che ricorda un uccello in volo. Le alghe brune sono facili da individuare. Oltre alla clorofilla, hanno i carotenoidi che conferiscono il colore marrone scuro. Sono tra le alghe che possono raggiungere le dimensioni maggiori, ma il loro aspetto è molto variegato: dal filamentoso al laminare o cilindrico.

il sargasso è un esempio di alga bruna.

il Mar dei Sargassi prende il nome dalla presenza del Sargasso che forma le macchie scure quando affiora in superficie.

3. BROMOFENOLI, PROFUMO DI PESCE.

Infine ci sono i Bromofenoli, ovvero quei composti chimici che riconosciamo ogni qualvolta mangiamo del crudo mare o del pesce di mare. Non sono prodotti direttamente da molluschi,  crostacei o pesci, tuttavia questi li accumulano vivendo nel mare o cibandosi di alghe, vermi o organismi più semplici. I pesci anadromi (come salmone o storione) o catadromi (come l’anguilla), ovvero quelli che vivono parte della loro esistenza nelle acque dolci hanno una concentrazione molto minore (sanno meno di pesce) proprio perché ne accumulano meno.

Una volta scomposti gli ingredienti, verrebbe da immaginare di poter riprodurre il profumo del mare e magari crearne delle boccette da portarsi dietro quando ci si deve spostare in posti lontani. Nessuno è ancora riuscito a farlo! Il mare conserva ancora quell’unicità irriproducibile che gli conferisce un fascino unico.

Alla prossima curiosità,
Carmen Pontassuglia

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